La garota sul divano – dia 17


Tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Olimpiadi incluse. Sono state due settimane dense di sport, storie ed emozioni. Si potrebbero scrivere enciclopedie su ogni singola edizione dei giochi, inclusa questa, dalle medaglie di Phelps allo zero di Zakharov. Chissà quanti giovani atleti cresceranno col mito degli olimpionici di Rio 2016, pronti a sfidarsi già a partire da Tokyo 2020.

“Peccato siano finite, ora dobbiamo aspettare altri quattro anni”

“Questo è anche il bello di questi eventi. Se fossero ogni anno perderebbero di fascino”

“Si, però è un peccato lo stesso”

“Cosa ti è piaciuto di più di questi giochi?”

“Nuoto, tuffi, ginnastica artistica e tutte le gare femminili”

“E i maschi?”

“Mi è piaciuta la vittoria del ragazzo che ha vinto la gara della pistola all’ultimo tiro”

“E basta?”

“No anche la partita di pallavolo contro gli Stati Uniti, quella che avevamo perso e abbiamo vinto”

“E della cerimonia di chiusura cosa ti è piaciuto?”

“Lo spegnimento del braciere. Ora tutti torneranno a casa pensando ad allenarsi per le prossime olimpiadi. E io sarò pronta come loro”

@lg.fiore

La garota sul divano – dia 16


Le gare olimpiche stanno volgendo al termine e sulle prime pagine dei quotidiani sportivi si torna a parlare del campionato di calcio appena iniziato. Non ci resta che attendere la finale dell’italvolley e goderci il bronzo del settebello, poi si inizieranno a tirare le somme.

“Oramai c’è poco da vedere. Aspettiamo solo la pallanuoto stasera e la pallavolo domani”

“Va bene, possiamo dedicarci ad altro nel frattempo”

“Ecco, andiamo a fare una gara di tuffi. Io mi tuffo da diverse altezze e tu mi dai i voti, poi faccio un po’ di nuoto sincronizzato e tu mi da i voti. Poi facciamo le immersioni ma senza voti”

“Bene, altro in programma o è tutto qui?”

“Se c’è il tempo, possiamo giocare a tennis quando torniamo a casa?”

“Ok, ma il programma mi sembra già abbastanza denso, conviene interpellare il comitato olimpico locale”

“E cioè?”

“Chiedere alla mamma…”

@lg.fiore

La garota sul divano – dia 15


Le lezioni che abbiamo imparato ieri sono valide e applicabili oggi. Sembra una casualità ma la delusione per la pesante sconfitta rimediata in vasca dagli azzurri è stata mitigata dall’incredibile vittoria del sestetto dell’italvolley contro gli Stati Uniti. Due facce della stessa medaglia, due diversi risultati ma un comune denominatore: non arrendersi mai.

h 19.52, USA-ITA 22-20 (2-1)

“Abbiamo perso, ecco lo sapevo, anche questa l’abbiamo persa e ora dobbiamo giocare per vincere la medaglia di bronzo”

“Aspetta! Cosa ti ho detto ieri?”

“Boh, non me lo ricordo…”

“Non mollare mai, giocare fino alla fine, non si perde mai fino a che l’avversario non ha fatto l’ultimo punto! Sempre!”

h 20.07, USA-ITA 22-25 (2-2)

“Siiiiiii”

“Cosa ti avevo detto? Cosa ti avevo detto? Non mollare mai!”

“Va bene, ma lo dicevo scaramanticamente, hai visto che da quando l’ho detto abbiamo ribaltato il risultato?”

h 20.38, USA-ITA 9-15 (2-3)

“Non ci posso credere, abbiamo vinto!”

“E invece devi crederci e fissarti bene in testa questa lezione, non si molla mai”

@lg.fiore 

La garota sul divano – dia 14


Per poter vincere, bisogna saper perdere. Sembra una banalità, ma questo è uno dei cardini base per poter arrivare a primeggiare nello sport, come nella vita. Perdere ti insegna più che vincere, quello che c’è dietro una sconfitta ce lo portiamo dentro per diverso tempo, come un mantra e se siamo bravi, sarà il trampolino che ci permetterà di superare avversari e problemi futuri.

“Tragedy! Ma non ne becchiamo una! Ma secondo te riusciamo a fare un gol alla Serbia prima della fine della partita?”

“Certo che ce la faremo, l’importante è crederci, sempre”

“Si vabbè ma stiamo 6-0, abbiamo già perso!”

“Ricordati che c’è modo e modo di perdere. Pensare di aver perso mentre stai ancora giocando è il peggiore”

“Dici che possiamo vincere?”

“No, ma perdere serve a capire che devi fare di più per poter vincere la prossima e quella dopo ancora”

@lg.fiore 

La garota sul divano – dia 13


Gli sport di squadra alle olimpiadi sembrano gradire il colore azzurro. Una via l’altra tutte le nostre squadre si accingono a disputare partite decisive, partite che assegnano medaglie.

“Anche nella pallavolo come nella pallanuoto siamo in semifinale. È un bel successo, adesso si gioca per vincere una medaglia”

“Si, quest’anno stanno andando tutte abbastanza bene, non è facile che succeda. Non tutte si sono sempre qualificate per le partite decisive”

“E poi gli sport di squadra sono più difficili di quelli individuali. Se tu sei bravo a giocare a tennis basti tu da solo a vincere una medaglia ma per vincerla in uno sport di squadra bisogna essere in tanti bravi”

“Esatto, non basta essere bravi, bisogna essere tutti bravi e uniti”

“È bello tifare la nazionale, sembra come se giochiamo anche noi”

“Giusto, una piccolissima parte di noi è con i giocatori. Loro lo sanno e giocano anche per noi”

@lg.fiore

La garota sul divano – dia 12


Italiani, popolo di santi, poeti e giocatori di beach volley. Sarà la stagione estiva, saranno i successi olimpici, ma dove ti giri c’è sempre qualcuno pronto al bagher o all’alzata e poco importa se ci sia la sabbia o l’asfalto di un assolato parcheggio, sono solo sottigliezze. Basta stare attenti alle schiacciate “fotoniche”, ho visto più di una brillante carriera troncata sul nascere per una finestra in frantumi.

“Siamo in finale nel beach volley! Incredibile! Ma se siamo scarsi”

“Evidentemente non lo siamo così tanto… Ma dire mai, mai darsi per spacciati, bisogna sempre lottare, punto su punto”

“Ma contro i brasiliani perdiamo, loro sono troppo forti e poi giocano sempre, tutto l’anno in spiaggia, è il loro sport”

“Sarà, ma si inizia da 0-0, due siamo noi e due sono loro e c’è un pallone solo”

Dopo 5 minuti

“Scusa, ma se tiriamo una corda tra due alberi in giardino, possiamo sfidare la mamma e la zia a beach volley?”

@lg.fiore

La garota sul divano – dia 11


Ci sono specialità di cui ci si ricorda solo durante le olimpiadi. L’omnium è sicuramente una di queste. Sfido chiunque a spiegarne le regole e capirne le dinamiche. Ieri sera, a chiusura delle fatiche ferragostane, c’era una nazione intera a spingere Viviani al successo finale.

“Vai, vai, vai sprinta! Altri 5 punti!”

“Ci siamo quasi, ora la vittoria è vicinissima. Gli basterà controllare gli ultimi sprint e il gioco è fatto”

“Si, ma deve vincere gli altri sprint e stare attento a non cadere di nuovo sennò perde tutto. Mi fanno un po’ paura queste biciclette senza freni”

“Tranquilla, oramai ci siamo. E teniamo a mente la lezione di oggi. Cadere, rialzarsi e arrivare alla fine”

@lg.fiore