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Breaking

Che sapore ha la plastica? Me lo sono sempre chiesto. L’altra mattina l’ho scoperto guardando a tratti il mega evento costruito dalla Nike per abbattere il muro delle 2:00 ore sulla distanza della maratona. Evento costruito benissimo, scenario fichissimo, tutto bellissimo, come solo i maestri del marketing di Beaverton riescono a fare, ma tutto finto. In cuor mio, come in quello di coloro che corrono per piacere o per abbattere i loro personalissimi muri, so bene che il giorno perfetto non esiste, è solo dentro di noi. Il giorno che riuscirò a correre una maratona in meno di 4:00 (cosa che accadrà difficilmente, articolazioni scricchiolanti, pochi allenamenti ed età non giocano a favore, ndr), sarà perché me lo sarò costruito con forza di volontà, allenamento e un po’ di culo, beccando la giornata giusta e il percorso giusto, ma niente di più. La pioggia, il vento, il gelo, il caldo, la colazione sbagliata, fa tutto parte del gioco e non mi arrendo all’idea che qualcuno possa programmare scientificamente il raggiungimento di un tale risultato. Un giorno, tale muro sarà superato ma solo grazie all’impegno, al sudore e al beneplacito della natura e non agli studi di laboratorio finalizzati alla vendita di super scarpe. 

@lg.fiore

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L’ingiuria

Football tattoo

Bomber, Fenomeno, Rombo di tuono, Super Mario, Principe, Rambo. Tutti i più grandi calciatori hanno sempre avuto un soprannome che ne rispecchiasse le caratteristiche fisiche o tecniche. Soprannomi che hanno fatto la storia del calcio e che si portano dietro il rispetto di intere generazioni di tifosi. Se il soprannome è un vanto per i campioni, scendendo di categoria fino ad arrivare ai campetti di periferia e ai cortili, diventa spesso un nomignolo che degenera in “ingiuria”. Un qualcosa che ti porterai dietro fino a che non smetterai di giocare e oltre. I tuoi amici e i tuoi avversari ti ricorderanno sempre con quel nome. C’è chi se li fa stampare sul retro delle maglia, chi se li fa tatuare, la galleria degli orrori e degli errori è lunga.
Ne ricordo parecchi, ingiuriosi e non. Mi hanno accompagnato da quando ho tirato i primi calci fino all’altro ieri. Farne una classifica non sarebbe giusto. Senza loro, il calcio, almeno quello che ho visto e giocato, non sarebbe stato lo stesso.

Roberto “Legno vivo”, non ho mai visto un giocatore con un tocco di palla più ruvido. Veniva sfruttato soprattutto per le carambole e le sponde sotto porta.
Rosario “Il carcerato”, ovvero l’uomo con la palla al piede. In dieci anni passati insieme sui campi di calcio gli avrò visto fare cinque passaggi, il resto era un monologo sulla fascia destra.
Paolo “Rallenty”, colui che ha inventato la moviola in campo. Proverbiale la sua lentezza in fase di possesso palla.
Sandro “Trilly”, la sua altezza era stata da subito un marchio di fabbrica.
Marco “Pesta uova”, i tendini più corti del naturale lo costringevano ad una postura innaturale, come se stesse correndo sopra una distesa di uova.
Sergio “Lucertolone”, l’altezza e l’andatura lo facevano somigliare ad un grosso rettile.
Roberto “Roberto Scarsos”, negli anni in cui Roberto Carlos era un vero fenomeno, i suoi cloni meno famosi si sprecavano.
Mario “Coca Cola”, avendo deciso da subito che gli impegni scolastici non sarebbero stati il suo pane quotidiano, lavorava per un distributore del marchio americano, vivendo griffato ventiquattrore al giorno con le sue t-shirt rosse.
Ettore “Mario Merola”, era capace di simulare anche in assenza di avversario. Ha ricevuto diverse nomination per la notte degli Oscar.
Luca “Piccolo Buddha”, il nomignolo dice tutto sulle dimensione e lo spessore del giocatore.
Paolo “Il commissario”, semplicemente perché sparava cazzate a raffica.
Andrea “Pitbull”, corre, ringhia e non si ferma mai. Neanche negli spogliatoi.
Antonio “Gatto di marmo”, si può giocare in porta con gli occhiali? Si, ma avere i guanti da portiere non fa di te necessariamente un portiere…
Peppe “Due tiri”, prima di scendere in campo, un po’ di catrame nei polmoni non può che migliorare la performance.
Mauro “Sciabolata morbida”, ovvero il biografo ufficiale di Sandro Piccinini. Gioca e commenta allo stesso tempo.
Alfio “Sterminatore”, ha provocato più ricoveri in ortopedia di tutti i difensori del girone H della LND messi insieme.
Fabio “Il re dei due metri quadri”, vd. https://nonsologol.wordpress.com/2012/04/18/40/
Nico “No look”, un fine esecutore del passaggio guardando in direzione opposta. Un artista prestato al mondo del calcio a cinque.
Pietro “Extension”, il termine delle partite non è mai sicuro, c’è sempre un extra-time in agguato, almeno fino a che non cambia il risultato.
Raffaele “Serenità”, la tua squadra sta perdendo in maniera clamorosa? Sei ultimo in classifica? Vincerai il CdL? Non c’è problema.

@lg.fiore

Edicola Mondiale – dia 28

09.7

Barbosa, Friaça, Bigode, Chico, Ademir, Jair, Bauer, Augusto, Zizinho, Juvenal, Danilo, allenatore Costa. Fino a ieri sera questi nomi era scolpiti nella memoria sportiva di una intera nazione. Erano i colpevoli del Maracanazo. Da domani avranno un peso minore sulle loro spalle, lo divideranno con gli quelli del Mineraizo. Ci si poteva aspettare tutto, tranne quello che è successo. Come spesso accade la realtà supera di gran lunga l’immaginazione e tra cinquant’anni si ricorderà questo Mondiale per questa partita e anche la vittoria finale passerà in secondo piano. Inutile colpevolizzare la squadra, quello che è successo è successo, le colpe vanno divise e basta. Ora toccherà ai tedeschi chiudere in bellezza con il trionfo finale sempre che una tra Olanda e Argentina siano d’accordo. Tutte e due hanno voglia di cancellare dei precedenti negativi contro i teutonici, ma basterà?

“Lo sapevo che dovevo scommettere! Sai a quanto davano l’oltre? A 250! Puntavi 10 euro e ne vincevi 2.500!”

“Siamo tutti bravi dopo, ma prima… Chi lo avrebbe previsto? Nessuno!”

“La squadra dell’oratorio qui dietro ne beccava meno, sicuro. Ora vuoi vedere che questi vincono, non posso crederci, i tedeschi! Tutti ma i tedeschi no, come festeggeranno? Con un applauso e una stretta di mano, sono tristi”

“Dai, non fare così ancora devono vincere. Argentina-Olanda?”

“Tifo per gli olandesi ma vinceranno gli argentini, è la FIFA che lo vuole.”

“Non ci scommetterei…”

@lg.fiore

Edicola Mondiale – dia 21

edicola mondiale 32

Un Argentina all’ultimo respiro, con Lavezzi che si fa il segno della croce a ripetizione sull’ultima punizione di Shaqiri e un Belgio che fatica più del previsto chiudono il lotto delle qualificate ai quarti di finale. Quarti di finale che non a caso vedranno giocare tutte e otto le vincitrici dei rispettivi gironi (caso unico credo), tutte imbattute tutte candidate alla vittoria finale ad eccezione dell’eccezionale Costa Rica già andato oltre ogni più ottimistica previsione. Brasile – Colombia, Olanda – Costa Rica, Francia – Germania, Argentina – Belgio. Spettacolo ed emozioni sono assicurate.

“Di Maria, Di Maria, giusto la Madonna poteva salvare l‘Argentina! Con i se non si fa mai niente, ma se entrava il palo degli svizzeri…”

“Ci sarebbero stati i rigori, mica perdevano”

“Lo so, ma si strizzavano di brutto e magari ci lasciavano le penne. Invece sono ancora lì.

“Si, ma adesso devono vedersela con un Belgio che non ha ancora perso una partita e che ha la freschezza della gioventù dalla sua. Quelli che devono dimostrare qualcosa sono gli argentini”

“Allora ti sparo subito le semifinaliste. Passano Colombia, Olanda, Germania e Argentina”

“Quindi sorpresona Maracanazo 2014”

“Ci sta, la squadra non è fenomenale e la Colombia è gasata. Fidati!”

“ Devo scommettere? Magari la prossima volta…”

@lg.fiore

Edicola Mondiale – dia 14

edicola mondiale 11

Morsi-Rimorsi 1-0. Zero rimorsi, è difficile far peggio di quello che si è fatto. Non si può vincere senza tirare in porta e a maggior ragione rinunciando a giocare. Ieri sulle barricate mancava solo qualcuno con la stampella. Prima o poi un gol lo prendi sempre. Ben vengano i giovani! Si, ma quali? In giro non se ne vedono all’altezza e quelli che ci sono, sono più impegnati sui social che sul campo. Bissiamo l’insuccesso di quattro anni addietro. Subito a casa a pensare alle “meritate” vacanze…

Ecco dieci frasi che sintetizzano novanta minuti di agonia.
1 – “Tranquillo, oggi vinciamo”
2 – “Noi chi siamo?”
3 – “Ma Muslera è un nome da femmina?”
4 – “C’è solo il nome, ma i giocatori non sono all’altezza”
5 – “Qualcuno ha fatto punto?”
6 – “Non dobbiamo spostarci dai nostri posti per non alterare gli equilibri”
7 – “Perché a Parolo non mettono anche l’iniziale del nome sulla maglia?”
8 – “No, Cassano no!”
9 – “Adesso siamo eliminati?”
10 – “Bisogna essere onesti, facciamo cagare”

“Che schifo! Non mi aspettavo che finisse così.”

“Ma non dicevi che vincevamo i Mondiali? Meno male che non ho comprato il televisore!”

“Siamo stati penosi, neanche un tiro in porta, mica tanto, uno solo. E Balotelli, non si può guardare, svogliato, fastidioso, da prendere a calci nel sedere. Adesso sarà contento il Milan con questo fenomeno in casa.”

“Va bene, e ora?”

“Viviamo alla giornata. Ti dico che stasera è già tutto scritto, passano Argentina e Nigeria, poi Francia e Svizzera. E noi a guardare gli altri far festa.”

@lg.fiore

Edicola Mondiale – dia 13

edicola mondiale 13

Brasile-Cile, Messico-Olanda. Ecco i primi accoppiamenti degli ottavi di finale. Tutte e quattro hanno meritato ampiamente di passare il turno. Scontato il passaggio del Brasile, un plauso al Messico che ha messo sotto e in maniera netta la Croazia. Olandesi e cileni, hanno avuto il merito di distruggere l’Invincibile Armata.
Stasera altre quattro aspiranti al titolo verranno fuori da altrettante partite. A parte la Costa Rica, già promossa e con merito, il resto è tutto da decidere.

“Oggi non parlo. Non dico niente. Visto la fine che ha fatto la Croazia meglio se sto zitto che tanto pronostici non ne becco uno. E quello di oggi meglio non farlo. Dico solo che la Costa Rica passerà il turno. Noi tanto ci rivediamo domani…”

@lg.fiore

Edicola Mondiale – dia 12

edicola mondiale 10

E dopo dodici giorni siamo arrivati all’ultimo giro di valzer della prima fase. Poi ci saranno i primi verdetti e i primi saluti. La Spagna e l’Australia giocheranno per la statistica, l’Olanda e il Cile per la gloria e per evitare di incontrare subito il Brasile negli ottavi. Brasile che non è sicuro del passaggio del turno, ma che giocando con un Camerun già eliminato punta deciso al primo posto. Croazia e Messico si giocheranno il secondo posto e un posto al sole tra le migliori sedici squadre del pianeta.

“Telo dico subito, Brasile primo e Croazia seconda. Il Messico nonostante la possibilità del pareggio stasera perderà. Peccato, mi stavano simpatici, ma la Croazia è più forte.”

“E dall’altra parte?”

“Vince l’Olanda, e il Cile passa come secondo e incontrerà il Brasile. E potrebbe esserci una clamorosa sorpresa, vedremo…”

“Brasile fuori?”

“Dipende da come arriveranno alla partita.”

“Che ne dici dei cambiamenti di modulo di Prandelli?”

“Si sta paraculando per non avere addosso la critica in caso di insuccesso! Così è sicuro che la critica non se lo mangia.”

“Ma se perdiamo sarà comunque un fallimento o no?”

“Certo, ma almeno salva le chiappe. Tanto il contratto di rinnovo lo ha già firmato.”

@lg.fiore