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Che sapore ha la plastica? Me lo sono sempre chiesto. L’altra mattina l’ho scoperto guardando a tratti il mega evento costruito dalla Nike per abbattere il muro delle 2:00 ore sulla distanza della maratona. Evento costruito benissimo, scenario fichissimo, tutto bellissimo, come solo i maestri del marketing di Beaverton riescono a fare, ma tutto finto. In cuor mio, come in quello di coloro che corrono per piacere o per abbattere i loro personalissimi muri, so bene che il giorno perfetto non esiste, è solo dentro di noi. Il giorno che riuscirò a correre una maratona in meno di 4:00 (cosa che accadrà difficilmente, articolazioni scricchiolanti, pochi allenamenti ed età non giocano a favore, ndr), sarà perché me lo sarò costruito con forza di volontà, allenamento e un po’ di culo, beccando la giornata giusta e il percorso giusto, ma niente di più. La pioggia, il vento, il gelo, il caldo, la colazione sbagliata, fa tutto parte del gioco e non mi arrendo all’idea che qualcuno possa programmare scientificamente il raggiungimento di un tale risultato. Un giorno, tale muro sarà superato ma solo grazie all’impegno, al sudore e al beneplacito della natura e non agli studi di laboratorio finalizzati alla vendita di super scarpe. 

@lg.fiore

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Ricominciamo

runningsand

Io sono trino, ma non divino, anzi a esser sincero ho anche qualche chilo di troppo, frutto di eccessi stagionali. Io sono testa, cuore e scarpe più tutto quello che di solito si trova dentro un runner consapevole ma non impallinato (vd. Quelli che fanno continuamente refresh sulla pagina di runlovers.it sperando in un nuovo articolo ogni due minuti, parziale impossibile anche per Kimetto & co.)

Io sono un runner consapevole del motore che madre natura mi ha fornito, ma sempre pronto ad una messa a punto che possa migliorarne le prestazioni. Consapevole che non correrò mai una maratona sotto le 3:30 (fino a prova contraria) ma arriverò sempre alla fine di una gara, con il cuore o con i gomiti (fino a prova contraria).

Tanta consapevolezza vacilla spesso con l’arrivo dei primi caldi, quando il ricordo delle fatiche invernali si scioglie come un cubetto di ghiaccio in un aperitivo.
Il clou arriva sempre ad agosto. Le ferie, le serate con gli amici e gli extra mettono spesso in crisi la solidità della triade. Di solito basta un profondo esame di coscienza e del giro vita, per ricompattare il trio. Superati un paio di bidoni mattutini, mi ritrovo alle 6:30 a godere delle prime luci del giorno. Il mio Forerunner mi guarda imbarazzato come a dire “io con te non esco”.

Ok, ha vinto lui, stamattina lo lascio sul comodino, mi godrò il panorama e tutto quello che un running tourist versione “on the sea” può avere a portata di suola, almeno fino alla fine delle vacanze.

@lg.fiore